Interrogazione del Centro Destra sugli affidi familiari

Risposta arrivata dall'A.s.p. - 30 September 2019

MESOLA – Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, il consigliere di minoranza Alessandro Tancini (Centro Destra Unito per Mesola) ha sottoposto al sindaco Gianni Padovani un’interpellanza sull’affido di minori nel Comune di Mesola dopo gli allarmanti casi di Bibbiano. Nella propria nota il consigliere richiama l’articolo 2, commi 1 e 2, della legge 4 maggio 1983, n. 184 inerente gli affidi familiari il quale prevede che il minore, temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, sia affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori oppure, in subordine, ad una persona singola e che, solo ove ciò non sia possibile, ad una comunità di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato. “Sottolineato che – scrive il consigliere di opposizione – per quanto risulta allo scrivente, il fenomeno dell’affido familiare a persone single o a strutture comunitarie risulta al contrario in forte espansione soprattutto negli ultimi anni e nonostante la presenza di un elevato numero di famiglie disponibili all’affidamento e all’adozione”. Dopo aver citato l’inchiesta “Angeli e demoni” di Reggio Emilia, scrive che “ritenuto che l’attuale sistema di affido dei minori presenta evidenti criticità e lacune, soprattutto se si considerano l’eccessiva discrezionalità attribuita ai servizi sociali, la sussistenza frequente di situazioni di “conflitto di interessi” in capo a molti operatori del settore e la mancanza di adeguati ed efficienti strumenti di controllo sull’affidabilità dei soggetti affidatari e sugli standard qualitativi e di servizio delle comunità ospitanti, interroga il Sindaco e la Giunta per sapere: quanti bambini ad oggi siano stati affidati a persone single e, tra queste, quante si dichiarino omosessuali, e quanti bambini a coppie omosessuali nel nostro comune; quali siano state le motivazioni che hanno portato a preferire tale scelta in alternativa a quella prioritariamente indicata dalla legge, e cioè l’affidamento a famiglie con figli; quali ulteriori informazioni il Sindaco e la Giunta ritengano di poter fornire, ciascuno per quanto di competenza, riguardo al paventato rischio della sussistenza di un movente ideologico LGBT dietro il complesso sistema degli affidi dei minori”. Infine chiede il consigliere “se, in ogni caso, gli interrogati, non ritengano di dover avviare, ciascuno per quanto di competenza, urgenti iniziative, anche di carattere ispettivo, volte ad escludere categoricamente ogni forma di interferenza e pressione ideologica che, seppur nel rispetto formale della normativa vigente in materia, finirebbe con il favorire pratiche di affidamento sulla base principalmente dell’orientamento sessuale dell’affidatario e non dell’interesse prevalente del minore che è quello di crescere in una famiglia”. La risposta è arrivata, tramite il comune, alcuni giorni dopo allo stesso consigliere dall’A.s.p. (Azienda dei servizi alla persona, ndr) del Delta Ferrarese, la quale ha informato che “nessun minore residente sul territorio di Mesola risulta essere oggi collocato in ambito etero famigliare ovvero ne’ in affido ne’ presso strutture educative”. Inoltre viene sottolineato come “le famiglie disponibili all’accoglienza dei minori non siano numerose e quindi la possibilità di ampliare tali importanti risorse si configura da tempo come obiettivo da perseguire”.

Lorenzo Gatti


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