Via Belmonte: croce e delizia

Interrogazione consiliare del Centro Destra Unito sulla situazione della strada - 23 September 2019

MESOLA – Via Belmonte: “croce e delizia” degli abitanti del Comune di Mesola ed, ovviamente, dell’ Amministrazione Comunale che la deve gestire. Delizia perchè, paesaggisticamente, è una strada di pregio, un elegante “boulevard” costeggiato da pini marittimi; croce perchè, a causa dei dossi che si sono creati per le radici degli stessi alberi, arreca disagio e pericolo, a tutti coloro che la percorrono. Su questa strada si sono verificati anche alcuni incidenti. “Montagne russe” apprezzate ma anche criticate da tante parti, un “rollercoaster” amato ed odiato. E questa strada è stata oggetto, lo scorso 30 luglio in consiglio comunale, di un’interpellanza da parte del consigliere Alessandro Tancini (Centro Destra Unito) per la messa in sicurezza di questa strada. “Tale strada risulta la principale via di comunicazione tra la località Alberazzo ed il centro abitato di Bosco – scrive Tancini nella sua nota – oltre che dell’intero territorio comunale di Goro e rappresenta un importante percorso turistico con destinazioni di mete storiche e paesaggistiche. Considerato che su questa strada transitano con frequenza, oltre che autovetture, cicli, motocicli e macchine agricole, anche autotreni e ricordato che negli anni passati la strada è stata teatro di incidenti, in alcuni casi anche mortali, si interpellano il sindaco e la Giunta per sapere se sono previsti a breve interventi di manutenzione straordinaria volti alla messa in sicurezza di tale via e se esiste la possibilità di abbattere i pini ed efffettuare una nuova piantumazione con un’altra tipologia di alberi”. Nella stessa comunicazione il consigliere di minoranza ricordava di valutare che la stessa direttrice è costeggiata da due file di pini marittimi che arrecano dissesti al manto stradale producendo dossi i quali rendono difficile la guida dei veicoli e che dal 2013 non risultano interventi di natura straordinaria su questa strada (quell’anno l’Amministrazione Comunale effettuò un intervento in cui furono recise le radici superficiali e realizzate “trincee”; all’interno delle quali furono poste verticalmente delle barriere per il contenimento delle radici, ndr). Durante quell’assise comunale il sindaco Gianni Padovani aveva risposto che era consapevole del problema e che avrebbe ricercato coi tecnici delle soluzioni possibilmente non l’abbattimento di tutti i pini, intervento a cui personalmente avrebbe preferito altre opzioni. Il fortunale dello scorso 2 agosto, posteriore alla nota di Tancini, ha aggravato le condizioni di questa via, oltre che di altre, con lo svellimento di alcune piante ribaltatesi per terra. “Non possiamo sempre lavorare in emergenza, la cui “macchina operativa” costa – ha aggiunto il consigliere di opposizione a posteriori – ma farlo preventivamente. Questa è una situazione conclamata: è una strada pericolosa e richiede un intervento importante ed urgente. Il sindaco è stato fortunato perchè quella notte nessuno si è ferito; mi ritengo insoddisfatto della risposta data in consiglio comunale, non chiediamo che siano rasi al suolo tutti gli alberi ma di trovare insieme una soluzione come potrebbe essere l’installazione di diaframmi sotterranei che tamponino lo sviluppo radicale dei pini e che “deviino” la crescita delle radici dal manto stradale”. Gli eventi del 2 agosto hanno fatto maturare nel sindaco nuove considerazioni ma invita a valutare la situazione in un quadro più ampio. “Dopo quegli eventi atmosferici – spiega Padovani – si è palesato il problema non solo in Via Belmonte ma anche nelle vie Boschetto e Biverare. Non è una situazione solo di quella strada ma è generalizzata. Per questo ci servirà un progetto strutturato e costoso che, da soli come amministrazione, non riusciremmo a sostenere. La mia intenzione è quella di ricercare dei fondi regionali per sistemare l’intero sistema viario di quella zona in un “intervento d’insieme”. Anche a malincuore, dovremmo togliere quegli alberi ma piantarne altrettanti in altre zone, come le radure, presenti nel nostro comune, rimaste spoglie dopo la tromba d’aria del 2017; ricordiamoci che le nostre politiche avranno un impatto anche negli anni futuri”. E, per perseguire questo “quadro d’insieme” che vede come l’unica soluzione, Padovani anticipa una novità: “Siamo convocati a settembre dall’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo, che ringrazio per la disponibilità dimostrata dopo la tempesta dello scorso 2 agosto e cercheremo una collaborazione con la Regione”.

 

Lorenzo Gatti


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